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GLI ITINERARI DI VENETONET
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IL MONTE GRAPPA E LA GRANDE GUERRA (19/03/2002)
Il Grappa è un massiccio calcareo compreso, su un perimetro di circa 100 km, tra i corsi del Brenta e del Piave, a nord-est della città di Bassano. L’altezza massima alla cima, che dista dalla città 31,5 km, è di 1775 m; interessato da fenomeni carsici, il monte è povero di acque superficiali: il che non ha impedito il formarsi di una flora di particolare rilievo, caratterizzata, tra l’altro, da 37 diverse specie di eleganti orchidee spontanee.
Le glaciazioni quaternarie hanno toccato solo marginalmente l’area, per cui essa si è trasformata in una sorta di “stazione di rifugio” per specie vegetali dell’era ternaria. Il pendio più scosceso è quello meridionale. Il nome significa “punta”, vetta, “uncino”. Per i millenni della storia è stato un naturale deposito di legna da ardere e da costruzione, con boschi e foreste lungamente contesi dalle comunità che vi erano sorte attorno, ha offerto cave di pietra (ormai abbandonate) e pascoli per le mandrie, divenendo poi, verso la fine del XIX sec., la meta inevitabile delle prime esperienze di escursionismo. Il Club Alpino Italiano promosse nel 1897 la costruzione di un rifugio presso la cima. E’ solo con la prima guerra mondiale che il massiccio viene dotato di strade, mentre fino a quel momento i collegamenti, specie per il trasporto di merci, erano assicurati da un fitto intreccio di mulattiere.
La principale via d’accesso, poco oltre Romano d’Ezzelino, che collega Bassano alla vetta del Grappa è a tutt’oggi la cosiddetta Strada Cadorna, fatta costruire tra il 1916 e il 1917 dal generale di cui ha preso il nome; progettata in modo che fosse al riparo dal fuoco di artiglierie che provenisse da nord, essa si rivelò di eccezionale importanza strategica per l'organizzazione difensiva e logistica del sistema di difesa dell'intero massiccio. Tutta la zona percorsa dalla strada è un infinito museo all’aperto, in cui gli occhi dell’appassionato possono facilmente reperire i segni delle battaglie combattute e ricostruire la vita dura e tormentata delle migliaia dei soldati di entrambi i fronti. Il museo all’aperto raggiunge il suo culmine in prossimità della vetta, in particolare nell’intera area sopra i 1700 m, dichiarata monumento nazionale e zona sacra.
La IV Armata – “l’Armata del Grappa” – fu protagonista in prima linea durante la Grande Guerra. In occasione dell’avanzata iniziale del Novembre 1917 e poi nella offensiva del giugno 1918 gli Austriaci occuparono buona parte del massiccio e sfiorarono il successo per riversarsi nella vicina pianura. Cima Grappa resistette e da qui partì la nostra offensiva finale a fine ottobre del 1918 quando nel giro di pochi giorni si giunse all’armistizio del 4 novembre. Ora, buona parte dell’Armata riposa sulla sommità del massiccio del Grappa dove, imponente, sorge il Sacrario costruito nel 1935 su progetto dell’architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni. Il corpo centrale del monumento, dove sono custoditi i Resti di 12.615 Caduti di cui 10.332 Ignoti, è costituito da cinque fasce concentriche collegate da una gradinata centrale che porta alla sommità del monumento. Qui sorgono la tomba del Maresciallo d’Italia Gaetano Giardino e un sacello sormontato da una cupola metallica e da una grande croce di acciaio. Nella cappella, elevata a Santuario, è custodita la statua della Madonnina del Grappa: consacrata nel 1901 dal patriarca di Venezia Giuseppe Sarto (il futuro papa Pio X, poi santo) come auspicio per il secolo incipiente, fu in seguito legata al ricordo della guerra quando nel gennaio 1918 venne mutilata da una granata nemica.
Dal piazzale del tempietto si snoda la via Eroica che corre per 250 metri circa fino al portale Roma tra due file di cippi in pietra nei quali sono scolpiti i nomi delle località legate ai più famosi fatti d’arme delle battaglie del Grappa.
Il Portale Roma, un massiccio e solenne edificio costruito con grossi blocchi di pietra che nella parte superiore riproduce la forma di un colossale sarcofago, è stato progettato e costruito dall'architetto Alessandro Limongelli ed offerto dalla città di Roma come ingresso principale della preesistente sistemazione del Sacrario; nell'attuale collocazione l'edificio resta come monumento storico. L'Osservatorio è stato ricavato sopra il Portale Roma e vi si accede dal vasto ripiano alle sue spalle, mediante scale interne. Dal terrazzo si ha modo di osservare l'ampio panorama circostante in cui si possono individuare i punti di maggiore interesse storico mediante l'ausilio di un planimetria in bronzo che ne riporta le esatte indicazioni.
Altro imponente resto di costruzioni belliche è la galleria Vittorio Emanuele III, grandiosa opera di fortificazione militare progettata dal Colonnello del Genio Nicola Gavotti e realizzata in dieci mesi circa asportando circa 400 m cubi di roccia con l’impiego di 24 perforatrici meccaniche. Parzialmente visitabile, la galleria penetra per quasi un chilometro e mezzo sotto la vetta raggiungendo, con le diramazioni secondarie, uno sviluppo di oltre 5 km, in cui erano collocate le artiglierie italiane cui sostanzialmente si deve il mancato sfondamento del fronte da parte delle truppe austro-ungariche, in seguito alla rotta di Caporetto. Essa venne armata e dotata di impianti tecnici e logistici - 15.000 uomini con 72 cannoni, 70 mitragliatrici, osservatori, sbocchi per sortite controffensive - tali da consentire ai reparti “incavernati” la vita ed il combattimento per lungo tempo.
Dopo gli scontri del novembre-dicembre 1917, due altre battaglie insanguinarono i pendii: la prima nel giugno del ’18 e la seconda proprio negli ultimi giorni del conflitto, nella seconda metà di ottobre (solo questa causò oltre 5.000 morti).
La Caserma Milano venne costruita durante la guerra per alloggiarvi il personale addetto ai lavori stradali e di fortificazione del Grappa. Addossata alla parte rocciosa, consentiva agli occupanti di raggiungere direttamente la galleria Vittorio Emanuele per mezzo di un cunicolo.
L'edificio, ora adibito a Museo Storico, espone cimeli rinvenuti nel campo di battaglia , nonché documenti e fotografie dell’epoca.
Gli orari di visita invernali sono dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 13:00 alle 16:00, mentre in estate si può visitare delle 9:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 17:00. L’ingresso è gratuito (per informazioni chiamate lo 0424 53101).
In un edificio adiacente la Caserma Milano, periodicamente o a richiesta delle comitive vengono proiettati gratuitamente documentari cinematografici dell'epoca, che illustrano sinteticamente la guerra 1915 - 1918 nel settore montano.
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A cura di Alessia Contesso
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